La magia dei mezzi e mezzi: crescere tra due lingue e due culture

da | Apr 29, 2026

Questo articolo parla di un mio sogno impossibile.

Impossibile perché riguarda delle premesse che la vita non mi ha concesso. Impossibile perché riguarda un passato che non è stato.

Questo articolo parla della mia ammirazione – e forse un po’ invidia, possiamo dirlo – per i mezzi e mezzi: quelli che hanno genitori di nazionalità diverse o che sono cresciuti tra due culture.

Ho sempre adorato le lingue straniere, mi sono sempre sembrate un linguaggio magico con cui poter dire cose impossibili nella propria lingua (che nel mio caso era l’italiano o il napoletano di provincia).

Da bambina avevo questa ammirazione inconscia per ciò che non capivo, che a quei tempi traducevo unicamente come lingua, non sapendo dare un nome a cosa significava crescere tra due culture diverse.

Ovviamente mi sono sempre circondata di mezzi e mezzi: amici, fidanzati, persone vicine.

Il mio primo shock culturale è stato bere l’acqua dalla tazza del latte. Avevo un’amica mezza e mezza in adolescenza e forse la prima volta che mi ha dato una tazza piena di acqua sarà sembrato strano anche a me. Ma a 13 anni siamo spugne e assorbiamo tutto, abitudini, modi di fare e bere l’acqua dalla tazza è presto diventato parte della normalità, per me.

Poi però una volta era successo, anni dopo, che aveva fatto la stessa cosa con alcuni amici, 16-17enni e loro lo avevano trovato strano e lo avevano sottolineato, ridendone.

In un paesino della provincia napoletana, negli anni 2000, bere acqua dalla tazza del latte era una piccola rivoluzione culturale. Per me, almeno. Ma all’epoca non lo sapevo.

Ci sono stati degli studiosi che hanno scoraggiato genitori misti a far crescere i propri figli bilingui: folli!

Lingua e cultura sono strettamente legate, ma questa è una consapevolezza che si sviluppa dopo una laurea in lingue, mille incontri internazionali, trasferimenti all’estero e discussioni (linguistiche e non) con i mezzi e mezzi. 

Quando si ammira qualcosa si vedono maggiormente le cose belle, i vantaggi di quelle situazioni. Ma ho scoperto che essere in mezzo a due culture porta con sé un sacco di confusione geografica, linguistica e identitaria, che io non avevo mai considerato.

Ogni famiglia si organizza in modo diverso, chiaro, ma si finisce sempre per avere una parte della famiglia più vicina dell’altra, una lingua che si parla più dell’altra o semplicemente una che non si parla proprio. E in quel caso allora si cresce con suoni che hai sentito da sempre, fanno parte della tua infanzia, ma molto spesso non hanno un significato vero. 

Du sollst sie doch verstehen.

I mezzi e mezzi incarnano un sentimento che è interessante osservare da fuori e difficile capire se non lo si prova da sempre. L’essere a metà ha due lati della medaglia: avere due metà riempite di cose diverse significa anche avere due mezzi vuoti.

L’identità, che già in generale è un labirinto escheriano, si frammenta e i mezzi e mezzi, dal mio punto di vista – esterno, chiaro – finiscono per mischiare, in un modo meraviglioso, due culture, per incarnarne una nuova, ibrida, confusa, sfumata, ma larga, che comprende visioni culturalmente e linguisticamente doppie.

Una cosa che mi fa davvero impazzire – in senso buono – è l’uso di alcune espressioni linguistiche fatte dai mezzi e mezzi, dove si mischiano morfologia e sintassi delle due lingue, creando espressioni, magari grammaticalmente scorrette, ma figlie di una complessità che rappresenta il magico mondo della linguistica.

Qual è il punto quindi? Perché ne sto parlando?

Esprimere un sogno impossibile, ragionare su un argomento che mi è sempre stato a cuore e che non può, in alcun modo, prescindere il viaggio. 

Per me il viaggio non è mai stata una corsa ai monumenti o tappe da flaggare, è sempre stata un’esplorazione culturale e linguistica prima, un’osservazione disperata di ciò che non capisco, una sperimentazione sulle mie capacità di adattamento (vedi Vipassana).

E i mezzi e mezzi sono sempre stati parte integrante di questo mio personalissimo viaggio, quindi era un dovere citare la loro importanza per il mio percorso, nel mio blog di viaggi.

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