Puglia, avevo torto: un punto di vista sul Gargano.

da | Ago 27, 2020 | Italia | 4 commenti

Da Terrona viaggiatrice, ex expat e amante dei linguaggi astrusi non avevo mai davvero preso in considerazione né Puglia, né Gargano come mete da visitare e ora non capisco assolutamente il perché.

Devo ammetterlo, sono stata invitata, quindi aiutata a conoscere il tacco dell’Italia, la regione che sostiene il peso dell’intero stivale, ma, ho comunque fatto una vacanza con i fiocchi, trascorrendo una settimana all’insegna delle onde e della salsedine, intervallata da qualche fulmine estivo.

Il Tavoliere delle Puglie (cosa si vede appena si entra in Puglia)

Il sole sembra riflettere il suo colore nei prati pugliesi, gialli e immensi. Appena si entra in Puglia si notano 3 cose:

  1. Le distese di campo gialle, colore dato dal prato bruciato dal sole e dalle coltivazioni di grano. È quello che viene chiamato il Tavoliere delle Puglie e lo si nota appena si passa il cartello con il nome della regione.
  2. Che alla Puglia girano le pale! Scusate la poca simpatia, proprio non riesco a smettere di fare questa battuta. In realtà già a partire dalla Campania, ma verso la fine, al confine, c’è una lunga serie di pale eoliche, che girano in continuazione. È bello pensare che si passa in mezzo a una grande fonte di energia pulita, che caratterizza il paesaggio in modo nuovo.
  3. Gli ulivi. Mamma mia, ma che cos’è l’olio d’oliva pugliese. Me ne sono innamorata. Nel Gargano, (no, in tutta la Puglia), qualunque stradina sterrata voi possiate prendere, state pur certi che vi ritroverete in mezzo agli ulivi. Dappertutto. Sono bellissimi (e buonissimi). L’olio d’oliva pugliese. Provatelo!!!
Tavoliere delle Puglie

Le cale del Gargano

Zona frastagliata, ho scoperto l’acqua calda, lo so, ma sono rimasta comunque colpita dalle spiaggette che circondano la zona, l’ultima delle quali è rimasta in particolare nel mio cuore.

Le spiagge di Portopiatto e Pugnochiuso, interne al villaggio in cui eravamo sono molto carine, piccole ma con le loro bellezze, tipiche della costa garganica: la prima con una grotta raggiungibile a nuoto (o in canoa) sulle cui pareti si vede il riflesso dell’acqua, la seconda con una scogliera, con tanto di percorso “pedonale” che porta in mare aperto, dove il mare, da quel verde smeraldo diventa blu. (Sono spiagge interne ad un complesso di strutture. Io ero ospite del residence “I delfini“, ma le spiagge non sono accessibili per le persone che non sono ospiti di una delle strutture del resort, a meno che non arrivino a bracciate dal mare).

L’arco di San Felice si fa notare dalla strada e ha vicino a sé anche una piccola spiaggetta molto carina. La spiaggia in sé, a prima vista, non ha bellezze particolari, anche perché da lì l’arco non si vede, ma esplorandola un po’ si scopre che in realtà ha le sue particolarità. Non si vedrà l’arco ma si vede la torre di San Felice, posta di fronte all’arco: immaginatevi una caletta circondata da pareti rocciose che a sinistra, dietro queste pareti, nasconde l’arco naturale scavato nella roccia, e a destra la torre. (Costo lido 15€ 1 ombrellone + 2 lettini + parcheggio, mentre se volete andare col vostro ombrellone potete anche solo pagare il parcheggio a 5€, ma poi dovrete pagare per usare il bagno). 

Last, but not least, Cala di Porto Greco. Sì, è questa quella che mi è rimasta nel cuore. Si tratta di una piccola spiaggia libera che si raggiunge tramite un percorso non consigliabile agli imbranati (tipo me) ma che fa capire il senso del detto “la quiete dopo la tempesta”. Parcheggio legalissimo in strada a 5€ e giù tra le frasche col vostro ombrellone. Una piccola caletta tra le rocce bianche, dove non si tocca dopo 2 metri. L’ho amata per il silenzio che c’era quando sono arrivata (presto di mattina), per gli angoli isolati che, in tutta la sua piccolezza, offre e per il wild mood che la caratterizza. Natura. Celebre la risposta del parcheggiatore alla mia domanda, se avrei trovato un bagno giù: lo troverai. Wild ragazzi, wild!

Gargano o isola Greca? I borghi bianchi della Puglia

Ho sempre sognato le isole greche: città bianche con porte e finestre blu, arroccate su strade scivolose in salita. Il mio immaginario si è realizzato in Puglia. I centri storici di Vieste e Peschici sono la versione italiana del mio sogno greco.

Le stradine dei centri dei borghi sono strette, con ciottoli scivolosi (sconsiglio saldali dal fondo liscio, se volete sopravvivere evitate i tacchi) piene di negozietti di souvenir e ristoranti su terrazze dalle viste mozzafiato. Tutto molto turistico penserete voi. Pensate bene, lo è. Il prezzo da pagare per decidere di spostarsi in alta stagione in una delle regioni italiane più visitate.

 

Ah, avete visto le foto e dite che sono ingrassata?

Qui capirete perché, e poi mi dite se voi non avreste fatto lo stesso!
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